sabato 30 giugno 2018

PROVINCE DI PARMA E PIACENZA

Possiamo dire che queste due province fondano i loro nomi e gran parte della loro storia in quel che fu il Ducato di Parma e Piacenza. Sui loro Appennini sono rimasti tanti castelli ben conservati che possiamo riconoscerli come emblemi paesaggistici delle colline e delle montagne di queste due province.
In quanto al passato più lontano citiamo il Fegato etrusco e le rovine romane di Velleia.
Girolamo Francesco Maria Mazzola (Parmigianino) rappresenta la pittura. Tanti di quei piatti gastronomici e prodotti rappresentano la cucina incontrando differenza fra quella delle montagne e quella della pianura. Ma più di ogni altra cosa bisogna ricordare che a Roncole, presso Busseto Comune della bassa padana, nacque Giuseppe Verdi. Ascoltiamo Va’ Pensiero     Elenco di posti visitati.

18 BLOG "IN GIRO PER L'ITALIA

Questa è una serie di blog coi quali vado mostrando alcuni dei posti visitati percorrendo tante regioni dell'Italia. A fianco c'è l'elenco di TUTTI i BLOG preparati fino ad oggi ⇨
Tranne due foto riconosciute a chi me le ha fornite, tutte le altre sono mie.
Lo scopo principale dei blog è quello di collaborare alla diffusione della cultura italiana tra le sue comunità all'estero. In più, considero valido parlare nelle scuole davanti a scolari e, magari, anche ai loro genitori. Vedi Conferenze.
Questo blog nº 05 è dedicato alle province di Parma e Piacenza. Il signor Bruno Ugolotti, primo presidente dell'Associazione Emiliano-Romagnola del Perù, era di Parma. Tanti complimenti a lui e agli altri soci fondatori.

venerdì 30 marzo 2018

IL BATTISTERO DI PARMA

Il battistero di Parma, edificio destinato al rito battesimale, si trova accanto al duomo.
La costruzione fu affidata a Benedetto Antelami che cominciò nel 1196. Documenti storici affermano che il battistero venne portato a termine poco prima del 1270 anche perché, per fare un esempio, il marmo rosa di Verona non poteva più arrivare a Parma a causa di contrasti politici. 
Il suo esterno, appunto costruito col marmo rosa di Verona, ha la forma ottagonale simbolo dell’eternità. Sono molto belli anche i suoi portali decorati da rilievi. L’interno ha 16 arcate con le proprie nicchie e i loro affreschi risalenti al XIII e XIV secolo. Mentre al centro troviamo la grande vasca battesimale a immersione (del XIII secolo), su in alto sul soffitto risalta la cupola a ombrello con figure di santi dipinti un secolo prima. Sempre all’interno del battistero ci sono sculture che raffigurano i mesi e le stagioni.
Album fotografico   Foto 15/10/2015    Dove rimane    Informazioni turistiche 

giovedì 29 marzo 2018

PIAZZA CAVALLI - PIACENZA

Il Palazzo del Governatore da una parte, e il Palazzo Gotico dall’altra, sono gli edifici che più risaltano in questa bella piazza. Ma il suo nome lo deve a due statue in bronzo chiamate “Cavalli del Mochi”, e risalenti al XVII secolo. (Sono monumenti a Ranuccio I e ad Alessandro Farnese, duchi di Parma e Piacenza. Francesco Mochi è l’autore delle sculture).
Il Palazzo del Governatore è un edificio del XVIII secolo oggi anche sede della Camera di Commercio.
Il Palazzo Gotico, risalente verso la fine del XIII secolo, ha architettura civile medievale rappresentando un potere laico cittadino. Era in programma costruirlo più grande, ma la pestilenza del Medio Evo impedì di portare a termine tutti i lavori facendo sì che prendesse queste sue odierne dimensioni.
Piacenza e la sua provincia… mai prima del 2012 le avevo visitate e chiedo loro scusa. La sua cucina(*) e l'importantissimo Fegato di Bronzo etrusco (ambito archeologico) dei Musei del Palazzo Farnese, mi hanno convinto a visitarla già due volte e tornarvi quando sarà possibile.

(*) Hai mai mangiato i Pisarei e fasö? E i tortelli con la coda? E la coppa piacentina? (Il mio salume preferito).
Album fotografico   Foto 17/6/2012  Dove rimane   Informazioni 

mercoledì 28 marzo 2018

ABBAZIA DI CHIARAVALLE DELLA COLOMBA

La fondazione ufficiale dell’abbazia risale all’11 aprile 1136 quando il vescovo di Piacenza concesse ai cistercensi le prime terre dove costruire quello che oggi troviamo a Chiaravalle. Il fondatore fu San Bernardo. La denominazione “della Colomba” è la leggenda di una colomba bianca che, volando, indicò ai monaci il perimetro del monastero. La chiesa è dedicata a Santa Maria Assunta.
L’architettura è Romanico – Gotica e il chiostro è uno tra i meglio conservati delle abbazie cistercensi.
Nel periodo maggio – giugno, dentro l’abbazia viene svolta l’Infiorata del Corpus Domini. Tradizione ormai millenaria. Come mostrano le foto dell'album, il tappeto composto da fiori, foglie e quadri disegnati da un artista locale, si estende su tutta la navata centrale della basilica. (Un'informazione un po' casuale ci portò a visitare l'abbazia). Durante la settimana col 20 agosto c'è una sagra con piatti piacentini accompagna la festa con cui ricordare il patrono San Bernardo da Chiaravalle.

martedì 27 marzo 2018

IL CASTELLO DI BARDI

Il castello di Bardi iniziò a venir costruito quando era la fine del IX secolo con lo scopo di difendersi dalle invasioni straniere. In quel caso ungare. Col trascorrere del tempo è andato facendosi sempre più grande e con una architettura complessa. Appartenuto alla dinastia dei Landi fu poi comprato dai Farnese, duchi di Parma. Con il trascorrere del tempo andò perdendo potere e funzione strategica. Fu usato anche come carcere quand'era il 1862 di cui resta una collezione di oggetti di tortura. Oggi spicca sul paese ed è un bel posto turistico sia in estate che in inverno. Sede del Comune, al suo interno si può visitare il museo della Civiltà Valligiana.
La curiosità del Moroello; XV secolo. Quell’uomo fu un comandante delle guardie. Credendo che lui fosse morto, la donna che l’amava si buttò dal castello. Ma lui non era morto e, col morale distrutto, si gettò anche lui. Oggi, si dice, il fantasma di Moroello a volte riappare all'interno del castello. (Io abito in Perù da due decenni, e di queste cose ne sento parlare con frequenza iniziando da cognate e amici nati e cresciuti fra i tanti misteri delle Ande. Anche se non credo a quelle cose, mi fa piacere sentirne parlare pure in Italia). 
Con l’uso di una particolare tecnica, un gruppo di studiosi del Centro Studi Parapsicologi di Bologna ritiene di essere riuscito a fotografare il fantasma di quel comandante. 
 Album fotografico    Foto 25/6/2012     Informazioni       Dove rimane      

lunedì 26 marzo 2018

ROCCA SANVITALE - FONTANELLATO

Con una torre a scopo difensivo, le prime origini della Rocca risalgono al 1124. 
Durante i secoli successivi si fece più grande e acquisì il nome Sanvitale, cioè la famiglia nuova proprietaria.
E’ importante segnalare che nel XVI secolo subì una trasformazione radicale che, da rocca difensiva, la rese una dimora residenziale.
Nel 1948 l’ultimo Conte cedette la Rocca con i suoi arredi al Comune, che ha provveduto successivamente a trasformarla in museo.
Al primo piano si possono vedere arredi e decorazioni dei secoli che vanno dal XVI al XIX. Salendo le scale, dal cortile si accede alla Sala Armi usate nel ‘600, ‘700 ed ‘800. La Sala da Pranzo conserva ceramiche di quegli stessi secoli; la Sala da Biliardo ha un pavimento e un soffitto della fine del 1400; anche la Sala da Ricevimento conserva le sue arti fra cui un clavicembalo, dipinto, e del 1600; la Camera Nuziale; ed infine la Galleria degli Antenati con i 74 ritratti di famiglia ed antichi e preziosi oggetti che appartennero alla duchessa Maria Luigia d’Austria. Oltre a tutto questo, quel che spicca più di tutto nel museo della rocca è la Saletta di Diana e Atteone affrescata dal Parmigianino, il pittore Francesco Mazzola (1503 - 1540) originale di quelle terre.
Ci teniamo a ricordare che, come altri borghi ben conservati, anche Fontanellato ha ricevuto il riconoscimento di “Bandiera Arancione” da parte del Touring Club Italiano. Oltre che avere il titolo di Città d’Arte e Cultura, ha anche quello di Città del buon vivere e della buona tavola.
Oltre a questa Rocca descritta grazie alla collaborazione di Rosanna Rodolfo, responsabile dell'Ufficio Cultura e Turismo - anno 2015 (foto aerea compresa); suggerisco frequentare almeno uno dei caseifici della zona. Aver portato lì il mio piccolo, allora di quasi 9 anni, il Topolino italo peruviano ha imparato ad apprezzare il Parmigiano-Reggiano!
 Foto del 14/2/2004      Dove rimane     Informazioni generali

domenica 25 marzo 2018

VIGOLENO

Vigoleno è certificato fra i borghi più belli d'Italia ed è Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. La sua architettura ha eleganti forme e un sistema difensivo ancora intatto. La sua prima documentazione storica risale al 1141. 
Oggi, restaurato ai primi del 1900 da nobili, costituisce un valido esempio della logica abitativa del medioevo. Il borgo rimane circondato da mura merlate ghibelline ove spicca la mole del mastio. Nella piazza principale c’è una fontana del ‘500, e verso est la chiesa romanica di San Giorgio risalente alla fine del XII secolo. Al suo interno troviamo l'affresco di San Giorgio che uccide il drago, opera d'un ignoto maestro locale del XV secolo.
Si può visitare il piccolo castello e, dall'alto, vedere bei panorami. 

MUSEO DEGLI ORSANTI - VIGOLENO

Il Museo gli Orsanti è situato all’interno del Borgo di Vigoleno, e ad accogliere i suoi ospiti è l’enorme orso posto all’ingresso. Visitare il museo significa visitare l’unica testimonianza europea della tradizione girovaga e dell’arte di strada.
L'immagine che si presenta al visitatore è sorprendente, quasi onirica: grandi orsi di cartapesta, insoliti strumenti musicali, costumi di scena, stampe d’epoca, dipinti, documenti e oggetti di vita quotidiana narrano la storia di uomini, partiti da Compiano, presumibilmente già nel XVIII secolo, che hanno vissuto una vita avventurosa errando per terre lontane.
Gli Orsanti non sono un’invenzione narrativa. L’emigrazione girovaga è un fenomeno realmente esistito nelle zone dell’Appennino parmense, e ha radici remote. Una volta giunti in un luogo sufficientemente esposto al transito di persone, allestivano il proprio palco per lo spettacolo. Fra tutti gli animali, scimmie, pappagalli o cammelli che le compagnie di Orsanti addestravano per le proprie esibizioni, il pezzo forte era l’orso, il cui peso poteva raggiungere i 350 chili e, una volta alzato sulle due zampe posteriori, i due metri d’altezza. Lo si faceva ballare, girare, saltellare, ma il numero più atteso era la lotta fra il domatore e la fiera. Alla signora Maria Teresa Alpi dobbiamo questa preziosa raccolta di materiali.        
     Il museo    Dove rimane   Galleria fotografica del museo      Informazioni ricevute dallo stesso Museo degli Orsanti

sabato 24 marzo 2018

IL BORGO DI COMPIANO

Compiano fa parte del Club “I Borghi più belli d’Italia”. Questo comune della provincia di Parma ha soltanto poco più di mille abitanti. Si trova nell’Alta Val Taro fra l’Emilia e la Liguria. Mentre il borgo medievale è circondato da poderose mura, nella parte alta del borgo spicca il suo castello che fa parte della Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.
La storia di Compiano è lunga, ma la sua parte principale fu fatta dalla famiglia Landi che qui dominò più di 400 anni. Compiano arrivò ad avere la propria moneta. Ai primi del 1700 il borgo passò ai Farnese cominciando così il suo triste declino.
Protetto dalle mura del castello da cui sempre dipese in passato, il piccolo e intatto borgo ha stradine lastricate, palazzi nobiliari e la chiesa San Giovanni Battista presente sulla piazzetta con un belvedere sulla valle verde dove si raccolgono buone castagne e squisiti funghi porcini. Ragion per cui si possono mangiare gnocchi di castagna con la ricotta, e vitello alla Valtarese (vitello arrosto accompagnato da funghi porcini). Fino a tre anni fa qui a Compiano c’era il Museo degli Orsanti poi trasferitosi a Vigoleno. 
 Album fotografico     Foto 25/6/2012     Dove rimane  

lunedì 19 marzo 2018

I TORTELLI CON LA CODA - VIGOLZONE

I turtei con cu la cua sono uno dei più tipici piatti piacentini.
Anche a Piacenza, come del resto in tutta l'Emilia - Romagna, si mangia bene!
Era il 1351 quando nacquero, come una specie di fagottini, i primi tortelli creati in onore di Francesco Petrarca allora ospite di Bernardo Anguissola, il feudatario dei Visconti che dominavano il borgo. I tortelli vennero creati dalle cuoche di quelle terre oggi appartenenti al Comune di Vigolzone. Fu usata una sfoglia sottile avvolgendo un morbido ripieno a base di ricotta, erbette e formaggio grattugiato.
Allora non conoscevamo il pomodoro! Ragion per cui era tradizione (e resta tradizionale) servirli con burro fuso e parmigiano - reggiano grattugiato.
Un resoconto dettagliato della storia del tortello, ricco di aneddoti e riferimenti storici documentati, si trova nel libro di Roberto Mori I Tortelli di Petrarca, pubblicato da Tip.le.co. con il sottotitolo “L'affascinante origine del più amato primo piatto piacentino”.
Sono informazioni tratte dal sito del Comune di Vigolzone. 

domenica 18 marzo 2018

CASTELLO DI MONTECHIARUGOLO


L’attuale struttura, costruita sui resti di un vecchio nucleo duecentesco distrutto nel 1313, mostra l’impronta quattrocentesca conferitagli da Guido Torelli, condottiero dei Visconti e insignito del feudo di Montechiarugolo nel 1406.
Successivamente, nel corso del Cinquecento, quando il castello venne vissuto da illustri ospiti come Papa Paolo III e il re di Francia Francesco I, Pomponio Torelli, umanista e letterato, gli diede nuovo splendore chiamandovi artisti e pittori dell’epoca.
Con la morte del figlio Pio (coinvolto nella congiura dei feudatari nel 1612 e decapitato) finì l’illuminata signoria dei Torelli su Montechiarugolo e la fortezza fu confiscata dalla Camera Ducale.
Un piccolo fatto d’armi del 1796, passato alla storia come il primo combattimento dell’Indipendenza italiana, fu ricordato da Napoleone in una sua lettera e da Carducci nella sua orazione del "I Centenario del Tricolore". Lo Stato Italiano lo vendette nel 1867 e venne acquistato da Antonio Marchi. E’ tuttora proprietà privata della famiglia.   (Descrizione tratta dal sito internet del castello)

Quando passavo da quelle parti della provincia di Parma viaggiando con mia moglie tra salumi e Parmigiano-Reggiano, il castello l'abbiamo trovato chiuso perché apre al pubblico i fine settimana. Anche questo, come tanti altri castelli, ha bella arte al suo interno.  
Dove rimane. Album fotografico "I castelli della provincia di Parma".

giovedì 8 marzo 2018

ROCCA DI MONTICELLI D'ONGINA

Leggendo le informazioni del Comune, la rocca Pallavicino - Casali crea curiosità almeno nelle persone con la volontà di visitare anche i posti meno conosciuti fra cui il Museo Etnografico del Po al suo interno. Però la rocca è aperta soltanto di domenica e quindi preparata al turismo locale, ma non certo per chi arriva dall'estero.
Queste sono le descrizioni del Municipio. E spero possano servire a qualcuno.  

Ad ogni modo, Monticelli D'Ongina ha insegnato a me e a mia moglie - in quei giorni in viaggio da Bologna a Vigevano - a mangiare i Pisarei e fasö che, pur con qualche modifica, ce li facciamo anche a casa nostra a Lima. E a provare la Spongata piacentina.
Dove rimane   Informazioni 
Album fotografico "Castelli della provincia di Piacenza".

lunedì 30 marzo 2015

RADIO EMILIA - ROMAGNA: "LA RICETTA"

La cucina emiliano - romagnola?
Entra su Radio Emilia - Romagna e scegli il piatto che preferisci. C'è da sognare!
Grazie alla nostra amica Marina Leonardi imparerai tante cose.
(Nella foto: Stinco di maiale al forno, cucinato a Corniglio).

Qualche piatto di Parma e Piacenza:

sabato 28 marzo 2015

AUTORE DEI BLOG "IN GIRO PER L'ITALIA"


Mi chiamo William ... nato a Forlì ... cresciuto a Bologna ... abito in Perù da 24 anni ... entra qui per saperne di più
La mia email la trovi entrando nel "Visualizza profilo completo".
(Foto: tra i burattini della Casa Otello Sarai; Reggio-Emilia).

CONFERENZE SULL'ITALIA

Ovunque sia possibile svolgo conferenze promuovendo la conoscenza dell'Italia. Italia intera!
Ancor meglio quando si tratta di scuole.
Tutte le conferenze (per il momento 30) sono un insieme dei mie viaggi: tante esperienze, belle fotografie, documentazioni culturali - geografiche - storiche, e molti consigli pratici utili a chi viaggia.
T'invito a consultare quest'altro mio blog con ogni descrizione. 163 le conferenze con foto svolte fino ad oggi.

SE VUOI VISITARE IL PERU'

Se pensi di visitare il Perù puoi scrivermi al inkawilly@gmail.com Poiché lo conosco ormai tutto, ho tante informazioni e consigli pratici che puoi leggere su questo sito collegatoOgni anno ricevo turisti attendendoli a Lima. Altre volte sono gruppi che mi chiedono di preparargli tour noleggiando un pulmino con un autista di fiducia. Non sono un'agenzia turistica per cui non vendo tour. Ma sì posso darti tante indicazioni per aiutarti a preparare il tuo tour e il budget approssimativo.

Parma e Piacenza - posti visitati

Provincia di Parma.
Parma e il suo Museo dei Burattini; Bardi; Borgo Val di Taro; Busseto; Colorno; Compiano; Corniglio; Fontanellato; Montechiarugolo; Roncole Verdi; Salsomaggiore Terme; Sambuceto; Scipione Castello; Torrechiara e Varano de' Melegari.  
---------------------------------------------
Provincia di Piacenza.
Piacenza e i suoi museo di Palazzo Farnese; Agazzano; Bobbio; Arcello; Castell'Arquato; Chiaravalle della Colomba; Gazzola; Grazzano Visconti; Monticelli d'Ongina; Rivalta e Vigoleno.